Una delle più celebri e più divertenti commedie del repertorio di Gilberto Govi. La commedia è caratterizzata dal fatto che Bertomè, interprete principale,  ci vede molto poco e ciò è causa di simpaticissimi equivoci e di scene davvero esilaranti. Il classico zio d’america muore lasciando una fortuna ai propri nipoti genovesi, ma rende le cose un po’ più complicate nominando erede universale il primo dei tre nipoti che avrà un figlio maschio. Lo scopo dello zio è quello di perpetrare il cognome dei Pittaluga ed infatti resta subito esclusa dall’asse ereditario la nipote Maddalena in quanto donna I tre pretendenti sono quindi Bertomè, che sembrerebbe fuori gioco perché è sposato, ma separato e da anni non si hanno notizie della moglie, Manoelo che è scapolo, ma un po’ attempato e Gaitanin che intende diventare sacerdote.  Il miraggio dei soldi acceca tutti: Manoelo, dopo una profferta matrimoniale della cugina Maddalena e della figlia Nicoletta, sposerà la domestica Teresa e Gaitanin rinuncerà all’abito talare per sposare una giovane che doveva diventare suora. Chi sarà il fortunato ad ereditare? La risposta è racchiusa nelle sagge parole di Bertomè: per vincere una gara non serve correre, ma arrivare primi al traguardo.