di R. Canepa - G. Govi Regia di Riccardo Canepa Una delle più celebri e divertenti commedie del repertorio di Gilberto Govi, rivisitata e adattata da Riccardo Canepa che ne cura anche la regia: una rivisitazione che accentua la comicità ed il ritmo dei dialoghi, mantenendo tuttavia l’originalità del testo originale. Il povero Faustin è disperato, costretto a vivere relegato in un paesino dell’entroterra ligure dove è stato da poco tumulato il genero Giulio morto suicida, trascorre le sue giornate tra i lamenti ed i pianti della figlia Lea, della moglie Albina e della domestica Filomena che hanno riempito la casa di ritratti e fotografie del povero “bonanima”. Ma non basta: anche i coniugi Baffico, Baccicin e Zaira, amici di famiglia e dello scomparso, hanno deciso di trasferirsi nel paesello per essere più vicini al “povero Giulio” e all’inconsolabile vedova. La situazione sembra senza via d’uscita, ma l’arrivo del nipote Carlin è una inaspettata fortuna per il povero Faustin che, grazie anche all’aiuto della contadina Santina e delle sorelle Roncagliolo, riuscirà a scoprire la verità su “quello bonanima” e a prendersi le sue rivincite. Una commedia che ben rappresenta l’umana ipocrisia che tende a beatificare la figura di ogni scomparso e dove i colpi di scena si susseguono a ritmo serrato in un crescendo d’ilarità.