Commedia in tre atti di E. La Rosa 

La Commedia “Colpi di Timone” costituisce una peculiarità nel panorama dei testi goviani più noti al grande pubblico. Il protagonista, infatti, non è una delle solite macchiette che Govi interpretava magistralmente: il Comandante Bevilacqua (Gianni Barabino) è un affermato armatore dai seri principi morali che deve il successo unicamente al suo lavoro iniziato dalla gavetta. La commedia si svolge infatti nel suo ufficio o meglio nel suo “scagno” dove lavorano la Segretaria Paola (Elisabetta Garbarino), l’impiegata Signorina Rosì (Sabina Rossi) ed il fattorino Pietro (Andrea Bruschi). È proprio quest’ultimo personaggio che offre i maggiori spunti di comicità alla commedia. É infatti un vecchio marinaio che, dopo aver lungamente navigato con Bevilacqua, è stato da lui assunto nonostante l’età e lo scarso rendimento. Un dipendente affezionato disposto a qualunque cosa pur di proteggere il “suo comandante” che da qualche tempo soffre di dolori al petto a seguito di un banale incidente occorsogli durante una breve navigazione di diporto. Infatti la barra del timone lo ha violentemente colpito al petto e una successiva visita presso uno studio radiologico sentenzierà una diagnosi tremenda: pochi mesi di vita! Anche il Professor Brunelli (Riccardo Canepa), famoso medico e primario che abita nell’appartamento soprastante l’ufficio Bevilacqua, visionata la radiografia confermerà la diagnosi ed il Comandante decide di trascorrere gli ultimi mesi di vita levandosi la grande soddisfazione di fare e dire quello che vuole. Ed infatti umilia il Commendator Longoni, ricchissimo ma invischiato in affari poco puliti, getta nello scompiglio la Provveditoria Ligure di cui egli è membro del Consiglio Sindacale costringendo l’Amministratore Delegato Commendator Precordi alle dimissioni ed infine dice all’affascinante Signora Lola (Grazia Bottaro), che ha una relazione sentimentale con suo fratello, ciò che pensa realmente sulla sua moralità. Ovviamente le azioni del Comandante Bevilacqua provocano conseguenze: Il Commendator Precordi dapprima tenta tramite l’Avvocato Baratti (Giunio Lavizzari Cuneo) di addivenire ad una pacifica soluzione, ma quando anche quest’ultimo viene svillaneggiato e scacciato, sfida a duello lo stesso Bevilacqua inviandogli quale padrino il Conte Giulio Terzani. La vicenda è ormai di dominio pubblico, la stampa si interessa al caso ed un giornalista (Enrico Bordo) otterrà dal Comandante clamorose rivelazioni. Il quadretto è completato dalla domestica Teresa (Sandra Morgavi) che lavora nell’appartamento del Comandante contiguo all’ufficio ed ha quindi modo di essere spesso protagonista di simpaticissime scene nello “scagno” Bevilacqua. Quando la vicenda giunge al culmine e non si intravede soluzione ecco il colpo di scena ed il lieto fine: tutto sembra sistemarsi per il meglio, ma come risolvere il duello con il Commendator Precordi campione di pistola ? In sintesi un testo divertentissimo, ma anche ricco di contenuti umani e morali, un autentico spaccato della nostra vita quotidiana fatta di ipocrisia e convenienze sociali.