Una “classica” commedia del repertorio goviano in un inedito ed esilarante adattamento che, senza stravolgerne il testo, lo arricchisce di nuovi elementi comici. Tommaso e Camilla potrebbero essere una tranquilla coppia senza problemi, nè figli, lei vedova di un caro amico di Tommaso, lui modesto impiegato in Comune. Le complicazioni invece nascono dalla convivenza con le due sorelle della moglie, Cecilia quasi coetanea di Camilla ed anch'essa vedova e Ofelia, molto più giovane di loro, viziata e capricciosa. La vita di Tommaso non è delle più facili perché tutte le attenzioni delle due sorelle maggiori sono rivolte ad Ofelia, ogni suo desiderio è da esaudire, ogni suo capriccio va accontentato, feste, vita mondana, abiti costosi, cibi particolari. È pur vero che la ragazza deve trovare un marito, ma per Tommaso è una vita d'inferno. Spunti di schietta comicità nascono poi dalla gelosia di Giacinto, marito della cugina Gemma e padre di Lina, dagli equivoci che nascono dalla presenza in casa di Vittorio, giovane e ricco parente, ma soprattutto dai repentini cambiamenti di umore di Camilla e Cecilia nei confronti di Tommaso. Il titolo della commedia trae origine da un antico detto genovese: “l'articolo quinto, chi l'ha in mano ha vinto” e sarà proprio un “articolo quinto” a farla spuntare, alla fine, proprio a Tommaso. Una commedia “senza tempo” perché il nuovo adattamento offre, accanto alla tradizione del dialetto, personaggi briosi e situazioni ancor oggi possibili.