di Giunio Lavizzari Cuneo - Compagnia “Compagnia Genova Spettacoli” Con: Maria Luisa Pili, Elisabetta Garbarino e Giunio Lavizzari Cuneo Regia: Riccardo Canepa La memoria fa parte del tempo, di quel tempo che non appena attuato, cattura ogni cosa, ma non ne dispone in senso assoluto. Il ricordo di ciò che è stato nei fatti, alimentato dalla dialettica della vita, è strutturato, infatti dalla storia degli uomini e dai loro giudizi. Le tracce del passato possono camminare sempre con l’uomo e possono divenire luce del suo percorso, se egli ne comprende il significato in rapporto ai bisogni comuni e ogni volta che le esperienze rimandano a scelte consapevoli. Oggi, stiamo perdendo il senso della storia, intesa come ricerca della verità; le ideologie sebbene morte, animano ancora seguaci e pregiudizi. Non si percepiscono più i contenuti delineati come finalità vere. E, intanto, mentre i libri di storia dovrebbero tenere netta la distinzione tra vinti e vincitori, tra i sopraffatti e i sopraffattori, si è pure convinti che la morte dell’uomo, di tutti gli uomini abbia lo stesso valore… Ma, ricordare l’olocausto significa, chiaramente, pensare agli innocenti, a coloro che sono stati calpestati nella loro dignità, umiliati, resi impotenti, ma, soprattutto, significa pensare che la vita vada spesa sempre per la vita e non per la morte. Significa, in sostanza percepire, riconoscere, potenziare e comunicare i valori della legalità per garantire a tutti il diritto alla vita, attraverso mezzi e risorse efficienti per non permettere a pochi la sopraffazione di molti. L’alternarsi di racconti e pensieri fatti i prima persona dai protagonisti con il racconto della storia e l’ascolto delle melodie del periodo coinvolgono lo spettatore e l’alternarsi continuo dei ritmi, della visione, dell’interpretazione e dell’ascolto non ha soluzione di continuità e accompagna lo spettatore in un crescendo di emozioni e di ricordi. Dati tecnici: durata: 1 ora e 20 minuti interpreti: 4 attori in scena ed una voce fuori campo 3 videopro